Mia nonna era bellissima e un po’ vanesia. Si racconta che fosse riuscita a farsi scrivere dieci anni in meno pure sulla carta d’identità. Me la ricordo in camera, crema su mani e viso sempre, capelli spazzolati e cotonati infinite volte.
Ogni tanto mi portava con lei dal parrucchiere a fare la piega. Prima, però, c’era a casa un passaggio obbligatorio: l’impacco con l’olio d’oliva. Me lo faceva mia mamma e poi andavo con nonna dal parrucchiere. Andavamo così, tutte oliate.
Per un bel po’ quello è stato l’unico olio naturale per capelli che ho usato.
Poi sono passati trent’anni. E ho imparato che nella categoria olio naturale per capelli possono rientrare prodotti e gesti molto diversi tra loro:
- l’olio da usare come impacco sulle lunghezze
- l’olio da mettere sulle punte
- l’olio da massaggiare sulla cute
Oggi provo a separare meglio le tre cose, partendo da quello che ho imparato in questi anni, e da due oli polacchi che sto usando in questo periodo e che mi stanno piacendo tanto.
Olio per fare gli impacchi
L’olio per impacco si applica sulle lunghezze prima dello shampoo. Può restare in posa mezz’ora, qualche ora o anche tutta la notte, a seconda del tipo di capello e di quanto prodotto hai usato.
Serve ad ammorbidire i capelli, nutrirli e idratarli. Se usato con costanza, può aiutare anche a proteggere le lunghezze dalla rottura e a rendere le punte meno secche.
Per gli impacchi di solito uso, alternandoli:
- olio d’oliva
- olio di cocco
- olio di mandorle
- olio di argan
- olio di ricino
Non tutto, però, va bene per tutti. Su capelli fini o che si appesantiscono facilmente, alcuni oli possono risultare troppo ricchi. Meglio iniziare con poco prodotto, tenerlo in posa per meno tempo e capire come reagiscono i capelli dopo il lavaggio.

Olio da mettere sulle punte
Qua non serve fare un impacco e non bisogna abbondare: bastano pochissime gocce, sui capelli asciutti o quasi asciutti.
Aiuta a lucidare, ridurre il crespo e far apparire le punte più morbide e ordinate. Non ripara le doppie punte, però. Nessun olio lo fa. Quando la punta è già aperta, l’unica soluzione è tagliare, anche poco.
Il mio olio per le punte: Safe and Sound di Resibo
Lo uso al mattino, sulle punte. Quello che resta sulle mani lo passo sulle lunghezze, pettinando i capelli con le dita.
I miei capelli sono mossi e crespi, quindi da asciutti preferisco non usare il pettine: li gonfia subito. Con poche gocce di olio, invece, riesco a dare alle punte un aspetto più morbido e ordinato senza appesantirle.

Perché mi piace
Per l’INCI. La formula contiene diversi oli vegetali, tra cui:
- olio di semi di cotone
- olio di semi di papavero
- olio di camelia
- olio di semi di girasole
- olio di albicocca
- olio di oliva
- olio di mandorla dolce
È un olio leggero. Per questo lo trovo comodo da usare sulle punte, anche quando i capelli sono già asciutti.
A chi è consigliato Safe and Sound di Resibo
A chi ha capelli secchi sulle punte, mossi, crespi o difficili da tenere a bada. A chi cerca un olio da usare anche tutti i giorni.
Ne basta pochissimo: una goccia sulle punte, come indicato sulla confezione. Qualche goccia in più se si vuole passare il prodotto anche sulle lunghezze.
Olio da massaggiare sulla cute
L’olio per la cute ha un altro scopo ancora. Non lavora sulle lunghezze e non serve per lucidare le punte. Si usa direttamente sul cuoio capelluto.
Se l’obiettivo sono tanti nuovi baby hair, bisogna partire dalla radice, perché è lì che nasce il capello. Il massaggio aiuta a riattivare la zona, mentre l’olio rende più facile il movimento delle dita e aiuta a distribuire meglio il prodotto.
Il massaggio deve essere delicato: 3–5 minuti con i polpastrelli, senza grattare, senza tirare i capelli e senza irritare la cute.
Il mio olio per la cute: Hair We Go di Veoli Botanica
Veoli Botanica Hair We Go è un trattamento per il cuoio capelluto pensato per sostenere la crescita dei capelli e avere in poco tempo tanti nuovi baby hair.
La formula, con il 96% di ingredienti di origine naturale, è vegana, senza parabeni, SLS e siliconi.

Perché mi piace
Per gli ingredienti naturali, tra cui:
- estratto di germogli di soia
- estratto di germe di grano
- estratto di peperoncino
- estratto di bacche di goji
- estratto di tè verde
- estratto di rubus coreanus, una specie di lampone asiatico
- estratto di radice di gelso bianco
- estratto di foglie di pino
- estratto di ortica
- estratto di radice di ginseng
- caffeina
A chi è consigliato Hair We Go di Veoli Botanica
A chi cerca un trattamento quotidiano per il cuoio capelluto, facile da usare con regolarità perché non va risciacquato e si può applicare tutti i giorni, anche quando non è previsto lavarsi i capelli.
In più, è indicato come sicuro per donne in gravidanza e durante l’allattamento.
Come scegliere il miglior olio bio per capelli
Dipende da cosa vuoi ottenere.
Se vuoi fare un impacco nutriente sulle lunghezze, puoi scegliere oli corposi e ricchi, come:
- olio d’oliva
- olio di cocco
- olio di mandorle dolci
- olio di avocado
- olio di argan
Se vuoi ammorbidire e lucidare le punte, scegli un olio più leggero e usane pochissimo. In questo caso l’obiettivo non è nutrire in profondità, ma rendere le punte più morbide e meno crespe.
Se invece vuoi lavorare su crescita, baby hair o radici, il prodotto va applicato sulla cute. In questo caso è utile scegliere formule pensate per il cuoio capelluto, con estratti vegetali, caffeina o ingredienti stimolanti, e abbinarle a un massaggio delicato.


