come leggere l'inci dei cosmetici

INCI: cos’è, a cosa serve e come si legge nei prodotti cosmetici?

A cosa ci riferiamo quando parliamo di INCI?

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la lista ufficiale degli ingredienti di un cosmetico. In Europa è obbligatorio dal 1997, come stabilito dal Regolamento (CE) n. 1223/2009, e nasce con un obiettivo preciso: garantire trasparenza sulle formule e permetterci di sapere cosa c’è dentro una crema, uno shampoo o un siero.

Leggere l’INCI dei cosmetici non è solo una questione di curiosità: significa fare scelte consapevoli, capire se un prodotto è adatto alla propria pelle e verificare se la promessa scritta sulla confezione corrisponde alla realtà della formula.

Se ti interessa anche il lato green, nell’articolo dedicato alla cosmesi sostenibile parliamo di ingredienti naturali, packaging riutilizzabili e marchi polacchi rispettosi dell’ambiente.

Ma ora torniamo all’INCI, perché è da qui che tutto comincia.

A cosa serve l’INCI

L’INCI, nella skincare, è utile perché ti permette di andare oltre le promesse scritte sul packaging. Leggendo l’INCI puoi:

  • evitare ingredienti che non ti convincono, come:
  • siliconi: terminano spesso in cone o siloxane (es. Dimethicone, Cyclopentasiloxane)
  • parabeni: finiscono in paraben (es. Methylparaben, Propylparaben)
  • PEG: riportano sempre la sigla seguita da un numero, per esempio PEG-40 Hydrogenated Castor Oil
  • capire le quantità relative, perché gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente: i primi sono presenti in percentuali maggiori
  • scegliere in base alle tue esigenze, per esempio se hai la pelle sensibile (gli allergeni del profumo devono essere sempre segnalati) o se vuoi essere certa di acquistare cosmetici cruelty free

Come si legge un INCI

Per leggere l’INCI di un prodotto cosmetico non serve sapere a memoria tutte le sostanze, ci sono alcune indicazioni che aiutano a orientarsi senza perdersi.

  • Ordine degli ingredienti: sono scritti dal più presente al meno presente. La regola vale fino alla soglia dell’1%: sotto quella quantità il produttore può riportarli in ordine libero. Per capire meglio il rischio o la classificazione di certe sostanze, puoi consultare la pagina ufficiale dell’European Chemicals Agency (ECHA), che raccoglie dati ufficiali su ingredienti chimici e loro impatto.
  • Lingua usata: gli estratti vegetali compaiono in latino, gli ingredienti di sintesi sono scritti in inglese. Questa distinzione è utile per orientarsi, ma non basta per capire con certezza l’origine di ogni componente; per farlo servono analisi più approfondite, di cui parleremo più avanti.
  • Coloranti: sono indicati con la sigla CI (Color Index) seguita da un numero a cinque cifre. CI 42090 corrisponde al blu brillante, usato per esempio in shampoo e gel doccia. Per sapere cosa significa un codice o verificare se un colorante è autorizzato, puoi consultare il database CosIng della Commissione Europea.
  • Profumo e allergeni: la voce Parfum/Fragrance indica una miscela odorosa che può derivare da oli essenziali, molecole sintetiche o entrambe. Alcuni componenti (come Linalool o Limonene) possono causare reazioni cutanee; per legge devono essere indicati in etichetta se superano lo 0,001% nei prodotti leave-on (creme, sieri) e lo 0,01% nei rinse-off (shampoo, detergenti) (Regolamento UE 1223/2009).

In pratica, per farsi un’idea veloce, basta guardare tre cose:

  • i primi 5 ingredienti, che costituiscono la base del prodotto
  • la posizione dell’attivo dichiarato in etichetta (se è in fondo, significa che ce n’è pochissimo)
  • la presenza di profumo e allergeni

E se ti capita un INCI impossibile da decifrare, ci sono le app.

  • INCI Beauty: scansionando il codice a barre di un prodotto puoi vedere subito tutti gli ingredienti presenti e la loro valutazione tramite colori: verde per quelli considerati sicuri, giallo per quelli da usare con cautela, rosso per quelli meno consigliati.
  • Biodizionario: inserisci l’ingrediente nella barra di ricerca per avere una breve spiegazione e la valutazione a colori (verde, giallo o rosso).

Normativa INCI: scopri di più

Italia

Per approfondire la normativa nazionale, sul sito del Ministero della Salute c’è una sezione dedicata ai cosmetici, con informazioni su composizione, sicurezza ed etichettatura dei prodotti.

Stati Uniti

Se guardiamo fuori dall’Europa, le regole cambiano: negli Stati Uniti la responsabilità della sicurezza dei cosmetici ricade direttamente sul produttore o distributore, come stabilito dalla Food and Drug Administration (FDA).

Questo significa che l’etichettatura degli ingredienti segue criteri simili ma non identici a quelli europei, e non esiste un elenco obbligatorio di allergeni come previsto dal Regolamento UE.

Il glossario dell’INCI

Leggere la lista degli ingredienti dei cosmetici può sembrare complicato, ma in realtà molte sigle e nomi ricorrono spesso. Ecco un piccolo glossario da tenere a portata di mano.

  • Glycerin: glicerina vegetale o sintetica, idratante di base.
  • Butyrospermum Parkii Butter: burro di karité, nutriente ed emolliente.
  • Cetearyl Alcohol: alcol grasso, usato come emulsionante, da non confondere con l’alcol denaturato.
  • Dimethicone: un silicone molto comune, impiegato per dare setosità e protezione.
  • PEG (Polyethylene Glycol): emulsionanti sintetici, riportano sempre la sigla seguita da un numero.
inci

Asterischi in breve

  • Natural* / Synthetic* → lo stesso ingrediente può avere origine naturale o di sintesi. In etichetta compare lo stesso nome INCI, quindi non si può sapere quale sia l’origine effettiva.
  • Derived natural* → si parte da una materia prima naturale, poi l’ingrediente viene modificato chimicamente.

L’INCI non distingue l’origine, perché per legge conta solo il nome della sostanza usata in formula. La stessa sostanza può essere estratta da fonti naturali (piante, semi, frutti) oppure prodotta per sintesi in laboratorio: le proprietà restano le stesse.

Un esempio? La Glycerin. Può essere ricavata da oli vegetali o da frutti, ma anche prodotta artificialmente in laboratorio. In entrambi i casi si ottiene la stessa molecola pura, con identica formula e identiche proprietà.

Il risultato finale è chimicamente identico: cambia solo la provenienza. Per sapere l’origine, fai riferimento alle certificazioni (COSMOS, ECOCERT, Vegan, Bio) e alle informazioni ufficiali del produttore (scheda prodotto, FAQ, report di sostenibilità).

L’INCI nella cosmetica naturale polacca

Nella cosmesi naturale polacca l’INCI non è solo un elenco da compilare per obbligo di legge, ma un modo per comunicare in modo chiaro con noi che utilizziamo quel prodotto. Le formule sono di solito brevi e lineari, pensate per essere comprensibili anche da chi non ha voglia di scaricarsi l’ennesima app.

Molti marchi scelgono ingredienti vegetali tradizionali, legati alla cultura locale, e questo si riflette in INCI più familiari e rassicuranti, senza liste infinite di sostanze difficili da interpretare.

E poi ci sono le certificazioni biologiche, che pure possiamo trovare su alcuni di questi cosmetici naturali polacchi, e che non sono solo un simbolo grafico, ma la conferma che l’INCI di quel cosmetico rispetta criteri precisi, come:

  • uso prevalente di materie prime vegetali
  • esclusione di ingredienti aggressivi
  • attenzione all’impatto ambientale

In pratica, quando acquisti un cosmetico naturale polacco, hai buone probabilità di trovarti davanti a un INCI chiaro, facile da leggere e coerente con ciò che il marchio dichiara.

Vediamo un esempio.

Come leggere l’INCI della maschera in olio per capelli Glossom di Resibo

Ingredienti (lista completa):

Vitis Vinifera Seed Oil, Helianthus Annuus Seed Oil, Tripelargonin, Caprylic/Capric Triglyceride*, Coco-Caprylate*, Gossypium Herbaceum Seed Oil, Cannabis Sativa Seed Oil, Isopropyl Isostearate, Argania Spinosa Kernel Oil, Parfum, Cucurbita Pepo Seed Oil, Tocopherol*, Medicago Sativa Extract, Calendula Officinalis Flower Extract, Capsicum Annuum Fruit Extract, Lithospermum Officinale Root Extract, Octyldodecyl Myristate

Traduciamo i primi 5:

  • Vitis Vinifera Seed Oil: olio di vinaccioli, ricco di antiossidanti.
  • Helianthus Annuus Seed Oil: olio di semi di girasole, emolliente e protettivo.
  • Tripelargonin: emolliente di origine vegetale.
  • Caprylic/Capric Triglyceride: derivato dall’olio di cocco.
  • Coco-Caprylate: emolliente di origine naturale.

Seguendo i criteri che abbiamo visto prima, i primi 5 ingredienti formano la base della formula e qui troviamo soprattutto oli ed emollienti vegetali. È un buon segnale: vuol dire che la parte principale del prodotto è naturale e coerente con la promessa del brand

La fragranza (Parfum) compare solo più avanti, quindi in quantità ridotte. Gli estratti botanici come calendula (lenitiva) e peperoncino (stimolante per la circolazione) aggiungono funzioni specifiche.

Accanto ad alcuni ingredienti compare un asterisco (*): in questo caso, significa che sono stati certificati come naturali da enti indipendenti, come specificato in una nota appena sotto la lista degli ingredienti.

donna che si spazzola i capelli

Perché leggere l’INCI

Leggere l’INCI è un gesto di consapevolezza: ti aiuta ad andare oltre il marketing e le scritte sul packaging, e a capire esattamente cos’è che c’è all’interno di un prodotto. Un buon esempio di trasparenza, in questo senso, sono i cosmetici naturali polacchi, perché dimostrano che un’etichetta scritta in latino può essere chiara e facile da leggere.

Tutto quello che avremmo voluto sapere sull’INCI

Camilla Cignarella

Sono nata e cresciuta ad Avellino, un piccolo centro del sud Italia. A 25 anni mi sono trasferita in Spagna. Ho vissuto un anno in Andalusia, poi mi sono spostata a Barcellona. Ho lavorato in un ostello, in un ristorante italiano e in una piccola casa editrice indipendente. Nel frattempo studiavo all’università, scoprivo la letteratura sudamericana e me ne innamoravo....

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